Mentre l’obbligo dei fir digitali (XFIR) entra nel vivo, il legislatore interviene per garantire la continuità operativa delle aziende a fronte dei disservizi tecnici del sistema RENTRI.
Dal 13 febbraio 2026, il panorama della gestione rifiuti in Italia ha subito una trasformazione radicale con l’introduzione dei nuovi fir digitali. Tuttavia, l’avvio della piattaforma RENTRI è stato segnato da criticità infrastrutturali e crash di sistema che hanno reso difficoltosa, in diverse occasioni, la firma elettronica dei documenti.
Per rispondere a queste sfide e tutelare il comparto industriale, le modalità di gestione transitoria sono state ufficialmente confermate con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe, avvenuta il 28 febbraio 2026.
Proroga del formulario cartaceo: cosa sapere
La novità principale riguarda la possibilità di utilizzare il tradizionale formulario cartaceo in alternativa ai fir digitali fino al 15 settembre 2026.
Questa decisione nasce dalla necessità di non paralizzare le attività produttive qualora il sistema RENTRI non risulti accessibile. Le aziende soggette all’obbligo possono dunque procedere con la documentazione analogica nei seguenti casi:
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Malfunzionamenti tecnici: Indisponibilità del portale o errori durante la procedura di firma.
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Problemi di connettività: Difficoltà oggettive nel completare la transazione digitale in tempo reale.
Nota Bene: La coesistenza tra cartaceo e digitale non annulla l’obbligo di iscrizione al RENTRI, ma offre una rete di sicurezza per evitare sanzioni durante il periodo di assestamento tecnologico.
L’impatto del Decreto Milleproroghe sulle attività industriali
Il via libera della Camera agli emendamenti sul formulario rifiuti chiarisce che la transizione verso i fir digitali deve essere sostenibile per le imprese. Il decreto, che dovrà essere confermato entro l’inizio di marzo, mira a:
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Regolarizzare l’uso del cartaceo: Evitare vuoti normativi che potrebbero esporre le aziende a contestazioni.
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Sospendere le sanzioni: Garantire un periodo di “tolleranza” mentre il sistema informatico viene stabilizzato a livello centrale.
Per un’azienda industriale, questo significa poter gestire la logistica dei rifiuti senza il timore di blocchi operativi dovuti a un crash del server nazionale.
Come gestire la transizione ai fir digitali
Nonostante la proroga al 15 settembre 2026, la direzione è ormai tracciata. Per i nostri clienti, il consiglio è di utilizzare questo tempo extra per ottimizzare i flussi interni. Ecco i passaggi consigliati:
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Monitoraggio dei sistemi: Verificare costantemente la funzionalità della propria firma digitale e l’interoperabilità con il RENTRI.
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Archiviazione ibrida: Mantenere un registro accurato dei formulari emessi in formato cartaceo durante i periodi di crash del sistema, pronti per eventuali controlli.
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Formazione continua: Assicurarsi che i responsabili ambientali abbiano piena padronanza dei fir digitali per farsi trovare pronti alla scadenza della deroga.
Verso una gestione rifiuti 4.0
L’introduzione dei fir digitali rappresenta un passo avanti verso la trasparenza e l’efficienza, ma la stabilità del sistema è un prerequisito fondamentale. La nostra struttura resta a disposizione per supportare le aziende in questa delicata fase di transizione, monitorando l’evoluzione dei lavori parlamentari e fornendo l’assistenza necessaria per una corretta conformità normativa.










