A partire dal 13 febbraio 2026 tutti gli operatori e i produttori iscritti al RENTRI saranno obbligati ad utilizzare il Formulario di Identificazione dei Rifiuti in formato digitale, il cosiddetto “FIR digitale” o xFIR.
La decisione, sancita dall’articolo 7, comma 8, del D.M. 4 aprile 2023, n. 59, segna una svolta definitiva: il formulario cartaceo perderà efficacia legale per gli operatori obbligati alla registrazione su RENTRI.
Nel corso delle ultime settimane, sul sito del RENTRI sono state pubblicate una serie di schede informative che spiegano le modalità di gestione del FIR digitale: dalla firma elettronica, alla stampa “cartacea di cortesia”, alla trasmissione dei dati e alla conservazione del formulario.
Come funzionerà il FIR digitale
Il FIR digitale dovrà essere compilato e firmato utilizzando strumenti informatici: produttore, trasportatore e destinatario e, se presenti, eventuali intermediari o consorzi, inseriranno le informazioni richieste sul formulario tramite portale o sistemi gestionali interoperabili con RENTRI.
La firma sarà elettronica, con identificazione tramite SPID, CIE o CNS, a garanzia dell’autenticità e della non alterabilità del documento.
Il formulario così generato potrà essere trasmesso al RENTRI per la conservazione, e in caso di rifiuti pericolosi i dati saranno obbligatoriamente inviati al sistema.
Per agevolare i trasporti su strada, il FIR digitale potrà accompagnarsi a una stampa cartacea “di cortesia” oppure essere esibito direttamente su supporti elettronici (tablet, smartphone).
Chi è soggetto all’obbligo e chi no
L’obbligo dell’FIR digitale riguarda gli operatori iscritti al RENTRI. In particolare: produttori, trasportatori, destinatari ed eventuali intermediari o consorzi.
Gli scenari in cui il FIR digitale risulta obbligatorio includono i casi di rifiuti pericolosi, nonché i rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali, da recupero o smaltimento, fanghi di depurazione, reflui, reti fognarie e simili. L’obbligo si estende anche in presenza di produttori con più di dieci dipendenti, in alcuni contesti specifici.
Chi non è iscritto al RENTRI, ad esempio piccoli produttori non tenuti all’iscrizione, conserva la possibilità di utilizzare il formulario in formato cartaceo, secondo le regole transitorie previste.
Fino al 13 febbraio 2026 è permessa l’adozione volontaria del FIR digitale, a patto che tutti gli operatori coinvolti accettino tale modalità e siano iscritti al RENTRI o utilizzino i servizi messi a disposizione.
Perché questa svolta
L’introduzione del FIR digitale risponde all’esigenza di modernizzare e rendere più trasparente e affidabile il sistema di tracciabilità dei rifiuti in Italia. Con l’adozione di un formulario elettronico firmato digitalmente e tracciato centralmente, viene garantita la non alterabilità delle informazioni, la certezza della catena dei soggetti coinvolti e la possibilità di monitoraggio in tempo reale.
Dal punto di vista operativo, le aziende saranno spinte a riorganizzare le proprie procedure: sarà necessario dotarsi di un sistema informatico compatibile, oppure utilizzare le soluzioni offerte da RENTRI, e definire internamente figure incaricate con credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) per la sottoscrizione.
Cosa cambia davvero: vantaggi e criticità
Il passaggio al FIR digitale comporta diversi benefici: riduzione della burocrazia, minor rischio di errori o smarrimenti, maggiore efficienza, e una gestione più snella della documentazione. Per le imprese che già operano nella gestione di rifiuti – smaltimento, trasporto, recupero – il nuovo sistema rappresenta una modernizzazione significativa.
Al tempo stesso, il cambiamento richiede un investimento in risorse umane e tecnologiche, formazione del personale, aggiornamento dei sistemi gestionali e coordinamento tra tutti gli attori coinvolti nella filiera (produttore, trasportatore, destinatario, intermediari). In caso di soggetti che non siano iscritti a RENTRI o che non aderiscano alla modalità digitale, permane l’utilizzo del formulario cartaceo, il che può creare situazioni di disparità operativa.
Conclusione
Dal 13 febbraio 2026 l’obbligo del FIR digitale segna una tappa cruciale nella digitalizzazione della filiera dei rifiuti in Italia. Il formulario tradizionale viene sostituito da una procedura completamente elettronica, che richiede adeguamenti ma offre strumenti concreti di tracciabilità e trasparenza.
Per le imprese coinvolte nella produzione, trasporto o smaltimento dei rifiuti diventa non più possibile ignorare il cambiamento. Il FIR digitale non è un’opzione, ma la nuova realtà normativa.










