Rifiuti e ambiente: ecco le città più green d’Italia

Rifiuti capoluoghi

Legambiente ha pubblicato il 26esimo rapportoEcosistema urbano” in cui classifica i capoluoghi più green d’Italia.
L’analisi è stata condotta in collaborazione con Il Sole 24 Ore e Ambiente Italia.
Com’era immaginabile, la gestione dei rifiuti rimane uno dei parametri principali per le valutazioni del virtuosismo ecologico nei centri cittadini.

Ecosistema urbano: Trento sul podio

Il rapporto “Ecosistema urbano” utilizza i dati raccolti nel 2018 e si basa su 18 parametri raggruppati in 5 macroaree: ambiente, aria, acqua, mobilità, rifiuti.

Ecco i parametri di giudizio:

  1. Ambiente
    • Isole pedonali – metri quadrati/abitante
    • Alberi – numero di alberi/100 abitanti
    • Verde urbano – metri quadri/abitante
    • Solare termico e fotovoltaico – solare pubblico, kw/abitante
    • Uso efficiente del suolo – indice sintetico (scala 0-10) del trend consumo suolo/residenti e del livello di urbanizzazione/residenti
  2. Aria
    • Biossido di azoto – concentrazione media No2 ug/mc
    • Pm10 – concentrazione media in ug/mc
    • Ozono – numero di giorni di superamento della media mobile sulle 8 ore di 120 ug/mc
  3. Acqua
    • Consumi idrici domestici – litri per abitante/giorno
    • Capacità di depurazione – percentuale
    • Dispersione della rete idrica – erogata/immessa
  4. Mobilità
    • Passeggeri del trasporto pubblico – numero passeggeri/abitanti
    • Offerta del trasporto pubblico – chilometri percorsi annualmente dal complesso delle vetture divisi per abitanti (km-vettura/abitante/anno)
    • Tasso di motorizzazione – numero di auto/100 abitanti
    • Incidenti stradali – morti e feriti/1000 abitanti
    • Piste ciclabili – mq/100 abitanti
  5. Rifiuti
    • Produzione di rifiuti urbani pro capite – kg/abitante
    • Raccolta differenziata – in percentuale
rifiuti e capoluoghi

A fronte di un ipotetico punteggio 100 che spetterebbe a un capoluogo in grado di rispettare tutti i limiti di legge e di garantire una buona qualità ambientale per ognuno degli indicatori considerati, è stata stilata una classifica dei capoluoghi più virtuosi.
Sul podio si collocano in ordine Trento 81,2%, Mantova 80,6% e Bolzano 76,4%.

Milano si posiziona 32esima, perdendo 9 posti ma confermandosi comunque tra le prime della classe in aspetti come “offerta del trasporto pubblico”, “passeggeri del trasporto pubblico” e “tasso di motorizzazione”.

Classifica comuni 2019 legambiente

Cultura ecologica

In un periodo storico dove parole come “green”, “economia circolare”, “sostenibilità”, “cambiamenti climatici” ecc. sono sulla bocca di tutti, resta da capire quanto, oltre la propagande, si stia investendo realmente in ottica ambientale.

In Italia la situazione è ancora molto preoccupante: secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, nel 2016 abbiamo avuto il primato fra gli Stati della Ue per morti premature da biossido di azoto e da ozono, rispettivamente 14.600 e 3.000.

L’attuale governo, alla luce anche dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dettata dall’Onu, sembrerebbe voler puntare molto sul tema green per favorire, tra le altre cose, un uso sostenibile delle risorse naturali, la transizione verso fonti di energia rinnovabili e l’efficientamento energetico. Ma come spesso succede quando si parla di questi temi, non si riesce a capire quale azione reale verrà intrapresa e, di conseguenza, argomenti importanti come la gestione dei rifiuti, si riducono a discorsi autocelebrativi sulla raccolta differenziata.

“Rimandati a settembre”

A fronte di svariati Comuni virtuosi, come i già citati Trento, Mantova e Bolzano, ce ne sono molti altri che invece arrancano in un immobilismo ambientale preoccupante.
Dal rapporto si evince che, nonostante i buoni risultati di Oristano e Cosenza, il sud rimane più in sofferenza rispetto al centro nord.
Grosse città come Napoli, Palermo, Catania, Bari rimangono ancorate agli ultimi posti della classifica.
A Roma vengono confermate le notizie di attualità dell’ultimo periodo. La Capitale, infatti, si posiziona 89esima mostrando discreta arretratezza in ambiti quali la raccolta differenziata e la produzione di rifiuti pro capite.

Le migliori città italiane per categoria

Piste ciclabili
→ Reggio Emilia è la migliore città per quanto riguarda le piste ciclabili con ben 43 metri ogni 100 abitanti.
Isole pedonali
→ Lucca e Venezia sono le città con le maggiori aree pedonali per abitante.
Auto
→ Il numero di auto in circolazione sale in tutte le grandi città, tranne a Milano dove il tasso di motorizzazione è in discesa.
Trasporto pubblico
→ Milano, Brescia e Pavia sono le città in cui prendere il bus è più facile.
Acqua
→ Più del 36% dell’acqua potabile si perde prima di arrivare ai rubinetti. Solo Pordenone, Mantova, Lodi, Monza e Macerata hanno perdite sotto il 15%.
Seguendo questo link è possibile consultare la mappa interattiva di Legambiente e vedere i risultati di ogni singolo capoluogo.

Considerazioni

I parametri presi in esame sono sicuramente molto eterogenei rispetto alla sola gestione dei rifiuti, tema a noi più caro. È abbastanza limitante, però, ridurre il discorso sui rifiuti ad una semplice valutazione sulla raccolta differenziata. Per quanto sia un parametro importantissimo e per quanto importante sia anche la produzione pro capite, non sarebbe da sottovalutare la gestione del rifiuto post raccolta.

Come ormai raccontiamo da diverso tempo, il settore è in crisi. Il mercato è crollato e il valore dei materiali è ai minimi storici. L’offerta di materiali riciclati è di gran lunga maggiore rispetto alla domanda e così i magazzini si riempiono.

Non è un caso che, tra le città più green, ci siano quelle che si trovano in territori in cui sono stati fatti degli investimenti impiantistici per il riciclo del rifiuto e il recupero energetico. Gli stessi impianti che in altre parti del Paese non vengono costruiti perché contestati dall’opinione pubblica.

Fonti
Per maggiori info consigliamo di consultare la pagina de Il Sole 24 Ore con il dettaglio sui dati di tutti i capoluoghi.
Per consultare il rapporto “Ecosistema urbano” di Legambiente.

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