End of waste: Milano fa il primo passo

end of waste

L’Italia non riesce a trovare un accordo per regolare definitivamente l’end of waste: il processo di riqualifica del rifiuto per tornare ad essere un prodotto.

Finalmente qualcuno compie il primo passo: la Provincia di Milano rompe il fronte del mutismo sulle norme per il riciclo dei rifiuti e lo fa su un tema specifico, cioè sul biometano.

End of waste vs burocrazia

L’impasse generato dalla mancanza di regole end of waste è sicuramente una delle maggiori cause di rallentamento dell’Economia circolare nel nostro Paese. La situazione dei rifiuti, già molto delicata, viene complicata anche sotto l’aspetto burocratico.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Come avevamo scritto in questo articolo, il problema principale dell’end of waste è il fatto di essere regolato da normative ormai datate che non tengono conto dell’innovazione tecnologica attuale e soprattutto dal fatto che non ci sia una chiara presa di responsabilità tra Stato e Regioni su chi debba definire i criteri dell’end of waste.

Le Regioni sostengono che l’unico ente che può definire i criteri end of waste è lo Stato; viceversa lo Stato sostiene che le Regioni hanno facoltà di decidere “caso per caso”.

Risultato? Decine di progetti innovativi di riciclo sono bloccati.

Qualche esempio di progetti in stand by

Come già scritto in un altro nostro articolo sul tema, l’esempio più celebre è sicuramente l’impianto di riciclo nato dallo partnership tra Contarina Spa e Fater in provincia di Treviso. In particolare, l’impianto permette il trattamento di pannolini, pannoloni e altri prodotti assorbenti per la persona. Una tecnologia innovativa che permette di riciclare questi rifiuti assorbenti, traendone plastica e cellulosa da reimpiegare come materie prime seconde. Impianto studiato in tutto il mondo perché unico nel suo genere.

Tutto fermo.

La Regione Veneto non rilascia l’autorizzazione sostenendo che sia materia dello Stato.

Un altro caso assurdo è quello di Eni in Sicilia. La raffineria di Gela, che recentemente ha smesso di estrarre petrolio per rinascere come impianto di ricavo carburante dalla lavorazione dei rifiuti, non riesce a farsi rilasciare l’autorizzazione dalla Regione perché mancano i criteri end of waste.

Milano pioniera

La Provincia di Milano rompe gli indugi e si prende la responsabilità di autorizzare gli impianti di biometano dagli scarti.

Nei giorni scorsi il Direttore ambiente della Città metropolitana di Milano (così si chiama ora la Provincia), Emilio De Vita, ha mandato ai ministeri dell’Ambiente, Mariano Grillo, e dello Sviluppo economico, Elda Fiorillo, una lettera in cui comunica la decisione di autorizzare gli impianti in questione.

Il motivo dell’autorizzazione è semplice: il metano è già regolato da decenni di norme dettagliatissime, e quello estratto dalla fermentazione dei rifiuti non è diverso dal metano estratto dalla fermentazione avvenuta nelle profondità dei giacimenti.

Il metano è un prodotto, non un rifiuto, e quindi la Città metropolitana ne autorizza gli impianti.

Riportiamo la conclusione della comunicazione:

«In conclusione, si informa che gli uffici, per quanto riguarda le autorizzazioni relative alla produzione di biometano, attualmente sospese, salvo diverso avviso da parte di codesti Ministeri che si richiede di comunicare tempestivamente, intendono sbloccarle e nel contempo istruire le nuove istanze degli operatori, sia per attuare gli obiettivi dell’economia circolare e della gerarchia dei rifiuti sia per evitare il rischio di contenziosi e istanze risarcitorie che potrebbero rivelarsi fondate.

Tutti gli altri procedimenti relativi a istanze per processi di recupero diversi dal biometano restano sospesi in attesa del pronunciamento dei Ministeri come su esplicitato, con conseguente rischio per l’interesse alla tutela dell’affidamento degli operatori economici e, ancor più grave, per l’interesse ambientale in quanto tale stallo determina un freno all’implementazione del recupero del rifiuto e dei processi di end of waste, in contrasto con la gerarchia dei rifiuti delineata dalla Direttiva 2008/98/CE»

Fonti

Per saperne di più sull’end of waste.
Per leggere la comunicazione del Direttore Ambiente di Città metropolitana di Milano.
Per approfondire maggiormente la decisione di Milano sull’end of waste.

0
Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *