End of waste: lo “Sblocca cantieri” frena l’Economia Circolare

End of waste

L’End of waste è probabilmente uno dei temi più spinosi per quanto riguarda l’Economia Circolare.

Si tratta del processo di recupero eseguito su un rifiuto, al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto.

Da diverso tempo i professionisti del settore dei rifiuti, le Associazioni di categoria e le Amministrazioni chiedono a gran voce una normativa che faccia chiarezza.

In questi giorni è stato approvato alla Camera il Decreto “Sblocca cantieri” e tra i punti contenuti nel testo possiamo trovare anche l’affidamento alle Regioni della competenza sull’End of Waste.

Immediata la risposta di FiseUnicircular (Unione Imprese dell’Economia Circolare):

“La montagna ha partorito un topolino. Dopo quasi un anno e mezzo dalla sentenza del Consiglio di stato che ha bloccato il rilascio delle autorizzazioni sull’EoW caso per caso, dopo decine di appelli dal mondo dell’industria, come dell’ambientalismo, numerosi emendamenti presentati e subito dopo ritirati, il Governo dà una risposta assolutamente insufficiente al problema”.

Dal tono utilizzato si percepisce il clima di tensione che aleggia attorno all’argomento. Effettivamente per molte imprese la posta in gioco è abbastanza alta.

Procediamo con ordine

Come abbiamo già scritto, il tema dell’End of waste è sempre stato molto controverso. Ha fatto molto scalpore l’ormai celebre episodio dell’azienda Contarina che, in collaborazione con la società Fater, ha costruito nel 2015 in Provincia di Treviso il primo impianto di riciclo di pannolini. Impianto unico a livello mondiale, tanto da essere diventato materia di studio.

A causa della mancanza di normative aggiornate relative all’End of waste, l’impianto è entrato in funzione solo qualche giorno fa, quando il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato un decreto apposito per sistemare la situazione.

I criteri dell’EoW sono regolamentati dall’articolo 6 della Direttiva Europea 2008/98/CE e recepiti nel nostro ordinamento dall’articolo 184 ter del Testo Unico ambientale. Quest’ultimo articolo ha dunque previsto che la definizione dei criteri relativi all’End of Waste avvenga primariamente mediate regolamento comunitario, oppure mediante uno o più decreti ministeriali, il così detto caso per caso.

Il problema principale è che il Decreto a cui tutte le successive normative hanno fatto – e fanno tutt’ora – fede, risale al 1998 (DM 5 febbraio 1998) . Non è difficile intuire che a seguito dello sviluppo tecnologico e dei processi di lavorazione, in quei criteri non possono rientrare la maggior parte dei rifiuti prodotti oggi.

Il caso Contarina-Fater fece emergere un vuoto normativo non indifferente, ossia a chi spettasse la responsabilità di rilasciare le autorizzazioni sull’EoW caso per caso tra Stato e Regioni. In quel episodio ci fu un vero e proprio scarico di responsabilità tra le due Istituzioni – in particolare si trattava della Regione Veneto – che fece bloccare per diversi anni il progetto ambizioso del riciclo dei pannolini.

La vicenda terminò con un nulla di fatto e con la sentenza del Consiglio di Stato (sentenza del 28 febbraio 2018 n.1229) che assegnava allo Stato e non agli enti locali il potere di individuare ulteriori tipologie di materiale da includere nella lista delle “materie prime secondarie” ottenute al termine del processo di riciclo. Il tutto procedendo, caso per caso, con analisi mirate e in un contesto di integrazione delle normative comunitarie. In sostanza non veniva consentito il riciclo di un tipo di rifiuto se non c’era a disciplinarlo un apposito regolamento End of waste. Questi regolamenti attualmente sono molti meno rispetto alla vasta gamma di materiali frutto di filiere circolari.

Come abbiamo scritto in questo articolo, il caso del riciclo dei pannolini si è risolto solo recentemente con un emendamento del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Arriviamo ad oggi: “Sblocca cantieri” – blocca End of waste

Finalmente l’emendamento tanto annunciato e tanto atteso per chiarire una volta per tutte l’End of waste è arrivato ma non è piaciuto per niente alle Associazioni di categoria.

È stato inserito nel Decreto-Legge 18 aprile 2019, n. 32 entrato in vigore con la Legge 14 giugno 2019, n. 55, il cosiddetto “Sblocca cantieri”.

L’emendamento conferma che le Regioni non hanno competenza sui criteri caso per caso per la cessazione del rifiuto. Nel rilascio delle autorizzazioni ordinarie, esse non saranno dotate della flessibilità necessaria per discostarsi dalle norme generali per il recupero presenti nel DM 5 febbraio 1998 e decreti analoghi – riguardanti rifiuti in ingresso, materiali in uscita, processi di recupero, limiti e condizioni gestionali – se non per aspetti relativi, come le quantità trattabili dall’impianto da autorizzare.

L’Associazione FiseUnicircular ha pubblicato un comunicato molto critico a riguardo, dal quale si evincono due questioni:

  • Il DM 5 febbraio 1998 (e gli altri decreti a cui la norma approvata vincola le autorizzazioni sia nuove che in fase di rinnovo) è una norma incompleta, obsoleta, poiché superata dall’evoluzione delle norme tecniche di settore e di tecnologie vent’anni fa inesistenti, e, per certi versi, inapplicabile.
  • Rimangono escluse dall’EoW (e quindi non potranno essere autorizzate come tali) tutte quelle attività e quelle filiere di riciclo non attualmente coperte dal dispositivo del vecchio decreto (ad es. pneumatici, molte materie prime strategiche ricavate dai RAEE, processi e materiali innovativi…). Questi materiali, pertanto, dovranno essere gestiti come rifiuti e non come materie prime.

Molto dure anche le parole del Presidente di FiseUnicircular, Andrea Fluttero, che non usa mezzi termini per descrivere l’operato del Governo:

“Francamente ci si aspettava qualcosa di diverso. Ci sono settori, come la gomma e gli inerti da costruzione e demolizione, che attendono da anni un decreto EoW specifico, adeguato alle esigenze operative e tecnologiche: cosa succederà a questi impianti, che adesso rimangono inchiodati ad una norma vecchia, anzi stravecchia, ad oggi non è dato saperlo. Come associazione avevamo proposto in molte occasioni ed a tutte le forze politiche un emendamento che anticipasse in modo completo la disciplina Ue sull’End of Waste: purtroppo, non è stato accolto. Il pacchetto di Direttive europee per la transizione verso l’Economia circolare costituisce una grande opportunità di sviluppo per le industrie green del nostro Paese: serviva un’accelerazione e invece viaggiamo col freno a mano tirato. Le aziende innovative investiranno all’estero, molte imprese rischiano la chiusura e interi flussi di rifiuti, anziché essere riciclati, finiranno in discarica o a incenerimento. A completare il quadro, al ministero il tavolo di lavoro con gli operatori per il recepimento della nuova direttiva europea, che dovrà avvenire entro luglio 2020, non è neanche partito”.

Associazioni unite contro lo “Sblocca cantieri”

Il convegnoRifiuti ZERO = CENTO impianti” organizzato da Amiu a Genova si è concluso con l’appello lanciato dalle Associazioni Utilitalia, FISE Assoambiente e FISE Unicircular per richiedere un confronto al Ministero dell’Ambiente affinché si modifichi l’emendamento.

Le Associazioni hanno ribadito l’insoddisfazione delle imprese e delle associazioni di categoria rispetto all’emendamento che, rifacendosi a una norma risalente al 1998, non tiene conto dell’evoluzione tecnologica che il settore dei rifiuti e dell’economia circolare ha conosciuto. Tale norma rischia di mettere in difficoltà le iniziative già in esercizio e di bloccare nuovi progetti, ponendo un freno allo sviluppo dell’economia circolare.

Questo è ciò che si legge nel loro appello:

“Preso atto che il provvedimento in discussione alle Camere non sarà modificato, l’auspicio è che il Ministero dell’Ambiente promuova un tavolo di confronto che coinvolga gli operatori e consenta, attraverso un dialogo costruttivo, di definire nuove misure adeguate alle necessità del settore. Utilitalia, FISE Assoambiente e FISE Unicircular dichiarano fin da ora la loro disponibilità a partecipare a tale confronto”.

L’End of waste sembra una telenovela che non vuole finire. E noi continueremo a tenervi aggiornati.

Fonti
Decreto “Sblocca cantieri”.
Direttiva Europea 2008/98/CE.
DM 5 febbraio 1998.
Approfondimenti sul caso Contarina-Fater e sull’emendamento del Ministero dell’Ambiente che ha messo fine alla vicenda.
Per consultare il comunicato di FiseUnicircular.
Appello congiunto delle Associazioni durante il convegno “Rifiuti ZERO = CENTO impianti”.

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